PIKES IN PANIC
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La storia dei Pikes in Panic trae le proprie origini nel gruppo senese Rumble Fish (1983/84) formato da Lorenzo Carlucci (chitarra e voce) , Roberto Censi (Basso), Gianni Bertacchi (chitarra e voce - poi nei Barbieri ), Marco Pallassini (batteria).

Dopo un' attività di circa un anno e due cassette autoprodotte il gruppo subì la defezione di Marco Pallassini : il batterista si trasferì a Londra dove successivamente si unì ai Cannibals di Mike Spenser, uno dei gruppi più seguiti dagli Psychos londinesi durante i primi anni 80.
Marco fu sostituito da Andrea Brogi (poi batterista degli Psychomotor Pluck) ed entrò come chitarra solista Marco Sammicheli che nel frattempo stava collaborando con Arco e i Bizzarri, gruppo che comprendeva Luca Losi (voce), Michele Landi (batteria) e Claudio Maccari (basso). 
 

I Bizzarri stavano elaborando un suono sixty con influenze varie. Il passo successivo fu la spontanea fusione dei due gruppi con l'aggiunta del tastierista Angelo Giallombardo che aveva già collaborato con i Rumble Fish nella cassetta autoprodotta " Garage Band ". L'unione provocò un miscuglio infernale di suoni provenienti dai diversi gusti musicali, gusti che spaziavano dal Punk - Psichedelia sixties punk - Hammond style (primi Deep Purple)- Hendrix - Soul Stax e Motown. Influenze ben percepibili nella composizione dei brani.
 

L'insolito nome Pikes in Panic (inventato da Luca) fu ironicamente ispirato alla grande passione per la pesca di Marco e Roberto.

Il gruppo sviluppò da subito la ricerca di un proprio suono. A tale scopo, nel periodo che precede le prime registrazioni e successivamente con gli ingaggi, furono acquistati peregrinando in vari luoghi d'Italia , con sacrifici non indifferenti ( anche se "vintage " era ancora una parola sconosciuta ed i prezzi molto più contenuti rispetto ad oggi ) vari strumenti originali :

-) Lorenzo: Rickenbacker semiacustica del 66 e amplificatore Vox ac30 trovati a un prezzo stracciato in un negozio a Siena ed una Fender Jaguar del 64;

-) Marco: Gretsch "Chet Atkins" Country Gentlemen del '62 proveniente da Londra (sdoganata da amici fedeli), ampli Fender Super Reverb e Twin Reverb. Durante le registrazioni dell'ellepi suonò anche una Gibson 335.

-) Angelo: il più costante nella ricerca. Gli sono passati tra le mani nell'ordine tre Farfisa compact, un Farfisa professional, due Vox, un Hammond pesantissimo che faceva rischiare ernie del disco durante il trasporto per i concerti (tre rampe di scale a Napoli, al "Riot" in S.Biagio dei Librai, non lo faranno dimenticare facilmente !), ampli Fender Leslie con ventola potentissima;

-) Michele suonava spesso con una batteria Hollywood con carrello di Luca;

-) Roberto non ha mai abbandonato il suo punkettaro basso Ibanez.

Alcune caratteristiche che rendevano i Pikes diversi dagli altri gruppi erano la ritmica potente ed inesorabile di Michele, Roberto e Lorenzo (un motore punk inesauribile), la chitarra tagliente ed incisiva di Marco sia in distorsione che nel suono pulito ed una linea melodica generale sempre ben strutturata grazie agli arrangiamenti di Angelo ed ai suoi preziosi solo al Farfisa, all'Hammond ed al piano elettrico.

Spiccava inoltre la profonda e particolare voce da black vocalist ribelle di Luca.

Fondamentale per la band fu la presenza di Marco Begani, manager tuttofare che fino a quando si occupò del gruppo oltre all'amicizia offrì un fondamentale apporto per la ricerca di concerti, nell'individuazione di etichette e distribuzioni e nei rapporti con gli appassionati.

Sua fu la produzione (insieme a Massimo Mini ) del primo e.p. Chiavoni Day (Microbonf 1985), quattro brani registrati e mixati in un solo giorno di studio!! Le 1000 copie stampate andarono esaurite rapidamente.

Quel periodo fu caratterizzato da un rapido susseguirsi di recensioni entusiastiche su decine di fanzines (il vero motore della scena underground del periodo) e riviste specializzate (Rockerilla, Il Mucchio Selvaggio, Buscadero) contatti da tutta Italia e soprattutto nottate passate a suonare ed ad ascoltare musica dei '50, '60 e '70.

Un bel riconoscimento e una grande soddisfazione per i nostri fu la lettera di Jello Biafra (cantante dei Dead Kennedys nonché esperto autorevole di sixties-punk e mito transgenerazionale) che incitava i nostri a continuare così e chiedeva lumi sull'ottimo sound del gruppo !!!
 

La Band era supportata costantemente da un gruppo di selvaggi appassionati ben numeroso e molto competente a livello musicale che seguiva tutti i concerti dal vivo dei Pikes, da qualsiasi parte si svolgessero: si era creato a Siena e dintorni un movimento di persone, idee e musica che facevano della città toscana uno dei posti più vitali del centro Italia per la scena sixties-oriented.

L' ep "Chiavoni Day" fu registrato alla Gas di Firenze che successivamente propose al gruppo un contratto che portò alla produzione dell' l.p. Keep it cool and dry (1988) ed alla partecipazione a Eighties colour vol. 2 ( compilation curata da Claudio Sorge per la sua etichetta Electric Eye).

La stremante attesa per l'uscita del disco avvenuta con mesi e mesi di ritardo e le divergenze con la produzione furono una vera e propria mazzata per i Pikes: gli obiettivi dell'etichetta erano piuttosto divergenti da quelli del gruppo e sorgevano contrasti su tutto (suono-concerti-fotografie). I produttori insistevano a voler fare una registrazione separata di ogni strumento cosa che per i Pikes non stava ne in cielo ne' in terra (infatti tutto funzionò alla grande quando finalmente tutti si convinsero per una registrazione in diretta) . Nonostante l'ottimo rapporto con il tecnico del suono (Mario Fani) e il più che discreto risultato della registrazione, l'anno e mezzo di attesa, il lungo lavoro di studio che andava a snaturare la natura di live band dei Pikes ed infine l'orrenda copertina imposta, portarono alla prima vera crisi.

Subito dopo, Roberto Censi che rivendicava una svolta più dura del gruppo, mentre gli altri ascoltavano sempre più rythm & blues e soul lasciò il basso a Paolo Migliorini che dichiaratamente preferiva questo tipo di musica (aveva suonato in una cover-band di rhythm & blues parallela ai Pikes: Fat Peep Combo dove si dilettavano anche Luca e Marco).

Il gruppo partecipò anche ad una compilation in cassetta " Lose your mind " (con il pezzo Summer Girl nella versione demo) assieme ai migliori gruppi italiani del genere psychedelico/garage.

Fra i 50 e più concerti che il gruppo ha fatto in tutta Italia spiccano quelli di supporto ai Prisoners (uno dei gruppi preferiti di alcuni dei componenti dei Pikes - James Taylor ha suonato con il Farfisa ed il Leslie-Fender di Angelo ! ) ed ai Lyres di Jeff "Mono-man" Connolly.

I Pikes hanno avuto il piacere di suonare assieme a Birdman of Alcatraz (il gruppo più ammirato dai Pikes legati a loro da un rapporto di stima e di amicizia) - SteepleJack - Kim Squad & Dinah Shore Hearthbangers - The Storks - The Liars - Gli Avvoltoi - Funhouse - Joe Perrino & the Mellowtones - Double Deck Five -The Gift - The Lager - Psychomotor Pluck.
 

Sciolti i Pikes in Panic ;

Michele ha cantato e suonato nei Barbieri, Goldfinger, Quarrymen, Ray Daytona & The GooGooBombos ed adesso suona e canta nei B-Back.

Luca ha suonato e cantato nei Ghost Rider.

Roberto ha suonato nei Wilderness Underground e nei Modulo 101.

Angelo ha suonato nei Goldfinger.

Marco ha suonato nei Goldfinger.

Copyright  Pikes in Panic 1986-2007